Ristorante La Sieia
è la nostra bomboniera
da condividere insieme
agli ospiti del Lüch da Pcëi
e del Fanes Group!
Il Ristorante La Sieia è un gioiello realizzato di recente: in ladino La Sieia significa la segheria, infatti è un'antica falegnameria ristrutturata in modo conservativo, con ambienti accoglienti e arredata con gusto nel rispetto della tradizione ladina. Oltre al design vi sedurrà la nostra cucina!
È l'unico ristorante in Alto Adige con quattro stuben in legno, dettagli di colori e arredi che seguono un preciso concetto emozionale: le quattro sale sono ispirate al Feng Shui per la presenza di quattro dei cinque elementi portatori dell’Energia Universale: fuoco, terra, metallo e legno.
Cirmolo - Rustica e dai toni caldi, questa Stube è realizzata in pregiato legno di cirmolo, noto per il suo inconfondibile profumo e le indiscusse qualità benefiche.
Sole - Colori del sole per questo ambiente semplice e raffinato con finestre ampie che circondano la sala e apportano luce e calore ai tavoli.
Merlin - Riservata, originale ed esclusiva, la stube Merlin ospita fino a 8 persone, tutte senza capo tavola, secondo tradizione della leggenda del famoso bardo chiaroveggente e di Re Artù.
Art - Ricercata ed elegante, ha un'atmosfera avvolgente. Massima attenzione ai dettagli in uno spazio aperto su una gallery creata per godere di opere di artisti: pittori e scultori.
Ogni stube si adatta per cene e ricorrenze particolari, oppure per eventi riservati o business, può essere riservata singolarmente o insieme alle altre: lavoro, svago, eventi a tema, il La Sieia è il luogo perfetto per rilassarsi! Un ristorante esclusivo, accogliente, per incontri e serate piacevoli.
All'interno anche un lounge bar con caminetto e sala privè. Il La Sieia è raggiungibile a piedi dal b&b, è di proprietà della stessa famiglia, con la Fanes Group Fidelity Card si usufruisce di uno sconto del 10% al ristorante, in alternativa gli ospiti del Lüch da Pcëi possono fare la mezza pensione.
Molti ingredienti nel menu sono prodotti nel nostro Maso.
















